L’Italia resterà in Afghanistan

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Approvata la proroga della partecipazione italiana alla missione Nato Resolute Support

La presenza militare italiana in Afghanistan continuerà per tutto il 2016. A novembre, la Camera ha approvato il decreto legge per il prolungamento della partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali. Tra queste, c’è anche la missione Nato Resolute Support, che il primo gennaio 2015 ha sostituito la missione ISAF-International Security Assistance Force, nel quadro dello Status of Forces Agreement, firmato dal Presidente Ashraf Ghani il 20 settembre del 2014.

Il contingente italiano è impegnato nel sostegno alla sicurezza e al consolidamento delle istituzioni locali attraverso la formazione e l’addestramento delle forze di difesa e sicurezza afghane. L’Italia è inoltre impegnata anche nella missione di polizia europea Eupol Afghanistan, allo scopo di assistere la polizia afgana.

A convincere a mantenere in Afghanistan il contingente italiano, gran parte del quale sarebbe dovuto rientrare a ottobre, hanno contribuito la minaccia del terrorismo e le infiltrazioni dell’Isis nel territorio afghano, l’intensificarsi degli attacchi dei talebani e le perdite subite dalle forze di sicurezza afghane. La missione è stata rifinanziata con 58.617.770 euro; il contingente è schierato a Kabul e a Herat, con circa 750 uomini, e dispone di mezzi di manovra, di supporto, di aerei da trasporto e di alcuni elicotteri.

L’impegno militare dell’Italia, in Afghanistan dal 2002, è cominciato nel 2003, quando la Nato assunse il comando della missione ISAF, a sostegno del governo afghano contro i talebani e Al Qaeda. Scopo della missione, costituita dalla risoluzione Onu 1386 del 20 dicembre 2001, era aiutare il governo nel mantenimento della sicurezza, attraverso interventi militari diretti e attività di addestramento, ma anche interventi umanitari e di ricostruzione.